CHI FIANCHEGGIA CERTI PERSONAGGI IMPRESENTABILI, ANCHE SE SI PROCLAMA PARTIGIANO, E' COMPLICE DELLE LORO NEFANDEZZE

L’edizione di sabato venticinque aprile della latrina intasata dell’editoria italiana dà voce – tramite un video che si può ammirare qui – alle indecenti dichiarazioni, decisamente fuori luogo, della ex parlamentare abruzzese Anna Paola Concia, eletta nel 2008 nelle liste del Partito Democratico.

Secondo l’attivista per i diritti degli omosessuali – che da anni si è stabilita in Germania, dove convive con la sua compagna, la criminologa Ricarda Trautmann – le ragioni della Festa della Liberazione sarebbero definitivamente venute meno con i fatti accaduti nelle piazze odierne.

«È morta la Festa di Liberazione dai regimi nazifascisti grazie a fascisti che hanno impedito alla Brigata ebraica di manifestare a Milano gridando ‘siete saponette mancate’ e a Bologna dove hanno impedito a persone con la bandiera ucraina di manifestare. A Roma ci sono stati altri scontri, il 25 aprile muore qui oggi, 25 aprile 2026, vergognatevi».

Come spesso accade da un po’ di tempo, la ex deputata avezzanese si schiera dalla parte dei reazionari: in questo caso dei provocatori che si presentano alle manifestazioni soltanto per cercare lo scontro fisico e poter poi piagnucolare perché è stato impedito loro di far valere le proprie ragioni.

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Davvero non si comprende cosa mai possano azzeccarci certi personaggi, come quelli menzionati nella locandina visibile qui sopra, con la Resistenza italiana: chi li difende, soprattutto se totalmente avulso dal contesto nazionale, è oggettivamente complice delle nefandezze di costoro.

Certo, l’ex “rappresentante del popolo” si trova in buona – si fa per dire – compagnia: la Federazione Italiana Associazioni Partigiane (FIAP) – costituita nel gennaio 1949 dai resistenti anticomunisti – sostiene, con molto coraggio e nel modo che segue, le presunte ragioni degli “epurati”.

«Il 25 aprile non può diventare un’arena geopolitica, né una piazza a inviti. Hanno diritto di cittadinanza le bandiere di chi stava allora, e sta oggi, dalla parte giusta della libertà»: l’entità sionista, che si autoproclama lo Stato ebraico, oggi rappresenta l’antitesi dei valori della Resistenza.

Pertanto – proprio per le ragioni addotte dai rappresentanti dei partigiani filo-statunitensi – chi si riconosce nella fede religiosa in questione non ha alcun diritto di esporre i propri vessilli durante una parata che ricorda la fine di un regime caratterizzato dalla negazione dei diritti.

 

Bosio (Al), 28 aprile 2026

la Redazione del blog Pennatagliente

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Questo giustamente sostiene l'amico e compagno Pennatagliente e noi vorremmo aggiungere che le bandiere dell'opposizione iraniana non sono quelle dei compagni comunisti del partito del Tudeh, ma quelle della Persia dello Scià, quindi è come che ci fosse in Italia una opposizione a questo governo e a questo sistema politico che portasse nelle piazze le bandiere e I simboli della Repubblica di Salò.  Noi pensiamo che nelle piazze del 25 Aprile non debbano mai esserci bandiere dei genocidi nazi-sionisti di Tel Aviv, né dell'Ucraina nazista di Zelensky, né quelle dell'Iran dello Scià, né quelle degli imperialisti USA, né  quelle dell'Unione Eurooea, che finanzia e sostiene i nazisti genocidi di Kiev (che hanno sulla coscienza il massacro di molti oppositori ucraini comunisti e di molti russofoni, soprattutto bambini, del Donbass).

Circolo Culturale Proletario di Genova